Non solo riparazioni. Storie di persone, vite, ricordi.

Come ciappinista, o ciappinaro, non solo ho consolidato e accresciuto le mie conoscenze e competenze in tante attività ma ho conosciuto persone, le loro storie, a volte di solitudine. E dalle foto appese alle pareti, guardando i soprammobili capisci tante cose, ricordi di viaggi, volti di persone che non ci sono più ma che ti sorridono da dietro quel vetro incorniciato.

Una signora anziana rimasta sola ad accudire al figlio con problemi fisici, piccoli lavoretti, un mobiletto scollato, un cordless da montare, lo stendino sulla vasca, un perdita in bagno, la lampadina fulminata del pianerottolo che nessuno dei condomini si decide a cambiare. Per lei avere a portata di mano il mio numero di telefono è già una rassicurazione, sa di poter contare su di me anche solo per un consiglio.

"Quando hai finito da lei puoi passare anche da me?" mi dice l'inquilino che abita al piano di sotto, "mio figlio ha collegato il ventilatore in cucina ma adesso non funziona più la presa" ci puoi guardare? ... un caffè, i ricordi di quando non aveva male alle ginocchia.

Una mamma, separata, con una figlia. Una storia come tante altre, tanti piccoli problemi, la veneziana che non sta su, il faretto fulminato, il crepuscolare da regolare... il ricordo di momenti felici, passati.. una presenza che ora manca.

La signora del centro che ha appena ristrutturato la casa, un marito un figlio in casa ed uno all'estero, storie di emigrazione, un gatto, una pennellata di bianco, il filo per stendere da sostituire, un lampadario da montare, la mensola nel bagno, un buco da stuccare, la libreria da ritoccare, la scarpiera da fissare al muro prima che il gatto arrampicandoci sopra ci rimanga sotto... un commento alle notizie del TG e musica classica di sottofondo, il gatto che gioca con i tasselli... un the. Fuori nevica.

E la ragazza stagista che abita con una coinquilina in un appartamento di periferia i cui proprietari anziani non si vedono da anni ed abitano in un'altra regione, un vetro rotto, un mobile che si stà rompendo in due sotto il peso di poche stoviglie, lo stendino con i fili rotti, la porta che non si chiude, la finestra con la maniglia rotta, un mobile preso all'Ikea da montare, i termo da riverniciare... due chiacchiere sul precariato, una fetta di torta, la nostalgia di casa gli auguri per Natale.

L'amica della mamma, sei figli, una si è tolta dalla vita, uno con problemi, vedova... tanto dolore, tanta forza di andare avanti, ha una applique sul letto tenuta attaccata al muro con del cerotto, una sedia rotta, la cucina da imbiancare... ricordi di scuola, sorrisi... "saluta la mamma" mi dice sull'uscio.

E l'hanicappato che quando mi vede mi batte un cinque e mi abbraccia affettuoso per poi farmi sparire la casssetta degli attrezzi e va a nascondersi sapendo di averla combinata grossa, e faccio finta di niente, gli faccio solletico nella pancia, e ride soddisfatto e ritorno a montare l'attaccapanni mentre mi guarda con gli occhi furbetti e al tempo stesso innocenti di chi non sa parlare ma per dare affetto non ce n'è bisogno.

102 anni a ottobre. Tina era preoccupata per la sua lavatrice avuta in eredità. Quando il giorno dopo le ho portato il pomello di ricambio era alle prese con il telecomando della TV, si è tolta gli occhiali "ci vedo meglio senza" mi ha detto. Le tagliatelle a suo figlio non le fa più perchè le trova buone già fatte ma al parroco ogni tanto glile fa portare cotte e condite con un bel ragù alla bolognese. Fa ancora la sfoglia, i tortellini e i tortelloni. Si fa tutto da sola. "Mi da la ricetta per arrvare a 100?"
"Non c'è ricetta, me la chiedono tutti, è solo fortuna: ospedali mai, dottori poco, medicine niente e mangiare di tutto. Sono un po' sorda....e ho perso tutte le amiche" .

sms <<Grazie per il prezioso aiuto di ieri e per i numerosi e utili consigli. Mi fanno male le gambe ma sono contento.>> Stare in ginocchio in terra per piastrellare la cantina non è una posizione abituale per chi lavora in un ufficio ma la voglia di fare, come il padre, come il nonno, era tale da non far sentire la stanchezza. Perchè alle volte ci troviamo costretti a fare un lavoro che non ci gratifica?  Lui voleva fare il tecnico ma poi ha studiato agraria e ora è impiegato in comune. Lei laureata in storia voleva scrivere libri; lavora in regione. Due figli, due gatti, ... due sogni chiusi nel cassetto a vivere in un condominio dove però regna la concordia e tutti si conoscono e sono amici; almeno quello!